Quando ero piccola il mio medico mi aveva prescritto uno sciroppo per la tosse. 

< Stasera inizierai la cura > disse mia mamma. 

Passai tutto il pomeriggio cercando di immaginare il gusto di quello sciroppo. Doveva essere terribile.  Ma la sera arrivò. Non ricordo il momento in cui lo presi, ma il gusto che aveva sì. Con mio sommo stupore il gusto era buono. Molto buono. Ero senza parole. Avevo passato un pomeriggio orribile nella vana speranza di evitare di prendere lo sciroppo.  

Ricordo  ancora quel gusto. Mi è tornato alla memoria oggi, quando finalmente ho iniziato a scrivere. Eravamo solo io e lo schermo del computer. C’era un silenzio imbarazzante tra di noi, come quando al primo appuntamento la timidezza prende il sopravvento. 

Ci si studia. E’ bello osservarsi. 

Ecco, io e questo foglio bianco eravamo come al primo appuntamento.  Quando vorresti dire tante cose ma non sai da dove iniziare.  Ma ti butti e rompi il silenzio.  

Scrivere da’ forma alle emozioni. 

E’ liberatorio. 

Catartico. 

Una medicina che dovrebbe consigliare il medico. 

Forse ho trovato una cura ai miei pensieri caotici. 

Ed anche questa volta, come per lo sciroppo 20 anni fa, sono rimasta sbalordita e felicemente sorpresa da questo foglio bianco, così bello adesso sporco di inchiostro.